#salvaiciclisti pavia

Pavia a misura di bicicletta

Noi incrociamo le dita

Nei giorni scorsi avrete letto sui giornali che, prossimamente, Pavia vedrà l’apertura di diversi cantieri per sistemare strade, marciapiedi, ciclabili (potete leggere l’articolo di VogheraNews e quello della Provincia Pavese).
Molti di voi, allarmati dagli operai pronti all’azione, ci hanno scritto email chiedendo lumi su questi imminenti lavori, in particolare sulla rotatoria di Porta Garibaldi e sul rifacimento di Viale Vittorio Emanuele; noi, putroppo, non abbiamo informazioni maggiori di quante ne abbiate voi. Ci piacerebbe darvi dettagli e precisazioni, soprattutto ci piacerebbe rassicurarvi dicendovi che il nostro punto di vista è stato già considerato e che queste opere certamente terranno conto delle esigenze di pedoni e di ciclisti; ci piacerebbe, ma non è così. Nessuno dell’Amministrazione Comunale ci ha interpellato per visionare i progetti; sapevamo della rotatoria di Porta Garibaldi perchè l’Assessore alla Mobilità Antonio Bobbio Pallavicini ce la annunciò durante uno degli incontri per l’organizzazione degli eventi di maggio, ma non c’è stato alcun invito ad incontrarci per discuterne; nè da parte sua, nè da parte di altri che hanno in mano questi progetti. Non erano tenuti a farlo, va detto; secondo noi, però, è un’occasione sprecata. Un’occasione sprecata per la Città, che avrebbe potuto sperimentare la compartecipazione di istituzioni e cittadini nell’elaborazione e definizione di un progetto; un gruppo di cittadini impegnato e competente che mette gratuitamente a disposizione dell’Amministrazione Comunale le sue conoscenze e si fa portavoce di una parte consistente della città, oggi come oggi, è una risorsa che andrebbe valorizzata, a nostro parere.
Purtroppo così non è stato. Il famoso “tavolo di lavoro” con l’Amministrazione Comunale, di cui si parlò con Bobbio Pallavicini nel nostro primo incontro avvenuto in novembre (leggi qui il resoconto), si è concretizzato in un paio di chiacchierate nelle quali si è sempre mostrata tanta disponibilità, ma poca propensione all’azione (a proposito, riusciremo ad incontrare l’Assessore alla Mobilità il prossimo 18 luglio). Ad oggi ancora non sappiamo se tra gli interventi contemplati per quest’estate ci siano alcune delle segnalazioni fatte nel nostro dossier consegnato lo scorso gennaio, nemmeno sappiamo quale percentuale di quel dossier verrà presa in considerazione e in quale lasso di tempo (a noi, più che le parole, piacciono i numeri e le date). Incontrammo il Sindaco a dicembre del 2012 (vedi) e gli chiedemmo di portare in discussione l’adesione formale alla campagna #salvaiciclisti da parte dell’Amministrazione Comunale; ad oggi, non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Risposte non ne ha ricevute neppure la nostra lettera scritta a maggio e supportata da oltre 300 firme. L’impressione, lo diciamo chiaramente, è che si stia temporeggiando per non prendere decisioni o posizioni (che, lo ripetiamo, per essere incisive devono essere nette).
Partono i lavori e noi incrociamo le dita, nella speranza che in Comune si siano letti il Libro Rosso della Ciclabilità e della Mobilità Nuova, che abbiano preso appunti durante gli incontri che negli ultimi mesi sono stati organizzati con Andrea Zatti, Mattia Sillo, Maurizio Tira, Matteo Dondè, Alberto Fiorillo e tutti coloro i quali sono venuti a Pavia a parlare di “mobilità nuova”, augurandoci di non dover esser qui, tra un paio di mesi, a criticare quello che si è fatto.
Non vogliamo che a Pavia succeda di nuovo quel che è successo con Via Trieste, una strada rifatta completamente nel cui progetto ci si è completamente dimenticati di chi va in bicicletta…

Chi si muove a piedi o in bicicletta, chi usa i mezzi pubblici, andrebbe incoraggiato e premiato; col suo comportamento non fa aumentare i livelli di inquinamento, non congestiona il traffico nelle strade, non ingombra e non sporca gli spazi della città, non crea pericoli. Facciamo una scommessa: secondo voi, quando i cantieri estivi saranno chiusi e si potranno osservare i lavori finiti, i ciclisti e i pedoni sorrideranno o scuoteranno la testa?

Annunci

MuovitiPavia! Noi andiamo oltre, e tu?

MuovitiPavia! è l’associazione di Pavia che #salvaiciclisti e che aderisce alla Rete per la Mobilità Nuova.

Sull’onda della campagna #salvaiciclisti lanciata nel mese di febbraio 2012, lo scorso anno un gruppo di cittadini di Pavia iniziò a lavorare insieme per chiedere all’Amministrazione Comunale misure concrete per rendere le strade più sicure e le città più vivibili. Dopo un anno di lavoro, il movimento cittadino, nato spontaneamente, ha deciso di fondare un’associazione: per lavorare meglio, per coinvolgere più persone, per fare rete con altre associazioni presenti sul territorio, per ottenere risultati più concreti.
L’associazione si chiama MuovitiPavia! e, come recita il suo Statuto, si pone principalmente queste finalità:

  1. la richiesta agli amministratori locali di misure per rendere più sicure le strade;
  2. la diffusione dei principi della “Mobilità Nuova”;
  3. la promozione di abitudini e stili di vita salutari;
  4. l’incoraggiamento di comportamenti ecosostenibili.

L’Associazione MuovitiPavia! nasce per iniziativa di un gruppo di cittadini che quotidianamente si muovono usando la bici, il trasporto pubblico locale, il treno o le proprie gambe, nella convinzione che questi mezzi permettano di soddisfare le esigenze di spostamento di ognuno in modo razionale, ovvero sicuro, efficiente, economico ed ecologico.

L’Associazione nasce dalla comune convinzione che l’attuale sistema della mobilità cittadina, incentrato sull’uso diffuso dell’automobile anche per spostamenti di corto raggio, debba essere radicalmente ripensato in funzione di bisogni fondamentali della collettività quali la sicurezza, la salute, la vivibilità dello spazio urbano, la salvaguardia del territorio: in questo senso l’associazione persegue l’interesse generale, anche quello di automobilisti e motociclisti.

Una mobilità più rispettosa delle persone e dell’ambiente in cui esse abitano é il paradigma fondamentale di una diversa idea di città: più vivibile, più pulita e più efficiente. La pericolosità delle strade, la congestione del traffico e l’inquinamento ambientale sono altrettante manifestazioni di un degrado, non solo infrastrutturale, che é la matrice comune a molti problemi della città.

MuovitiPavia! é portatrice di una proposta di cambiamento necessario e possibile, cambiamento che non può prescindere da una modifica consapevole delle abitudini individuali e da una diversa visione da parte degli amministratori locali.

Nel fare ciò affermiamo il diritto‐dovere di ogni cittadino a contribuire e partecipare alle scelte che li riguardano, nella convinzione che una buona amministrazione della cosa pubblica sia anche il frutto di una cittadinanza attenta, informata e propositiva.

Cosa succede ora? Noi continueremo la nostra battaglia di civiltà per chiedere città più sicure, più vivibili, più salutari. Tu, se vorrai, potrai partecipare diventando socio e contribuendo attivamente alla vita dell’Associazione.

Per saperne di più visita il sito www.muovitipavia.it

Senza di voi non ci muoviamo

Lo scorso 20 giugno, in occasione di quella che è stata definita “onorevole pedalata” o “emiciclica”, sono successe cose importanti. La prima è che la Rete Mobilità Nuova è riuscita a far salire su una bici lungo le strade di Roma un pezzo di Parlamento, per una passeggiata di reciproca conoscenza. La seconda è che questo pezzo di Parlamento si è preso carico del Disegno di Legge per la Mobilità Nuova, e di lì a poche ore lo ha presentato in conferenza stampa come espressione della propria visione sulla mobilità. La terza è che, forti di questo impegno parallelo al cuore delle istituzioni, si può finalmente far partire una raccolta firme a sostegno del Disegno di Legge.
Il “pezzo” di Parlamento che, in vario modo, era con noi giovedì e che vogliamo ringraziare è composto da Paolo Gandolfi, Antonio Decaro, Ermete Realacci, Miriam Cominelli, Maria Stella Bianchi, Giuseppe Civati, Serena Pellegrino, Umberto Marroni, Giovanna Sanna, Angelica Saggese, Marco Di Maio, Alfredo Bazoli, Piergiorgio Carrescia, Diego De Lorenzis.

Il testo del Disegno di Legge è disponibile qui: Disegno di Legge d’iniziativa popolare per la Mobilità Nuova

Gli obiettivi che il Disegno di Legge si pone sono:

  1. più risorse per il trasporto pubblico e il trasporto non motorizzato;
  2. più sicurezza e vivibilità nei centri urbani grazie al limite di velocità a 30 km/h;
  3. meno auto in circolazione nelle nostre città, con obiettivi vincolanti di modal share.

Adesso veniamo a noi, gente di Pavia e dintorni; come partecipare a questa raccolta di firme?

  • Seguite il calendario delle nostre iniziative (qui sul Blog, su Facebook o su Twitter) e venite a trovarci in piazza.
  • Fate parte di un’associazione e volete attivarvi per aiutarci a raccogliere le firme? Contattateci all’indirizzo info@salvaiciclistipavia.it.

Il primo appuntamento per la raccolta di firme è fissato: ci vediamo giovedì 4 luglio a Pavia, in Bike Square (Piazza Leonardo da Vinci), dalle ore 18 alle ore 21 (guarda l’Evento Facebook). Partecipa e fai partecipare: dobbiamo raccogliere il maggior numero possibile di firme a sostegno delle nostre proposte.

Per maggiori informazioni: www.mobilitanuova.it

Bikeitalia.it

Dove sono state realizzate le prime “zone 30”? Chi ha introdotto il tema della moderazione del traffico in Italia e perché un centro urbano a 30 all’ora è più a misura d’uomo e di bicicletta?
Mentre nel resto d’Europa, dalla Germania alla Francia, dalla Gran Bretagna ai Paesi Bassi, interventi di “traffic calming” sono diffusi tra molte amministrazioni, l’Italia è in ritardo. E l’incidentalità stradale porta via al Belpaese il 2% del PIL.

Interessante, vero? È solo un piccolo assaggio dell’inchiesta sulle zone 30 in Europa che Bikeitalia.it pubblicherà nei prossimi giorni. Comincia da questo tema caldo (Parigi ha annunciato che a settembre questo limite di velocità riguarderò una strada su tre), l’avventura di Bikeitalia.it, nuovo sito di riferimento per tutti gli amanti della bicicletta.

Nato dalla fusione dei tre blog Bicisnob, Piciclisti e Amicoinviaggio, Bikeitalia.it ha l’ambizione di diventare luogo di incontro e confronto su tutti i temi riguardanti la bicicletta: dalla mobilità al cicloturismo, dal ciclismo urbano alle gran fondo, dalle alleycat al freeride, dai messenger alle ciclofficine. Bikeitalia.it al momento della propria nascita può già contare su oltre 1700 articoli.

Ma il sale di Bikeitalia.it sono le notizie. Ogni giorno informazioni e approfondimenti dal mondo delle due ruote a pedali, inchieste su temi d’attualità e filo diretto con festival, convegni, fiere ed eventi. Bikeitalia.it vuole essere un osservatorio per guardare la bicicletta sotto diversi punti di vista. Perché questa cosa funzioni davvero, però, servono occhi e voci molto diverse: la squadra di Bikeitalia.it, infatti, è composta da blogger, giornalisti e tecnici, tra cui Paolo Pinzuti, Alberto Fiorillo, Matteo Scarabelli, Francesca Fornario, Marco Passigato.

Senza dimenticare i viaggiatori. Perché proprio al viaggio a pedali Bikeitalia.it dedica un’attenzione particolare con una serie di itinerari consigliati (completi di mappa, altimetria, traccia gps, riferimenti ufficiali, segnaletica, ecc…) e mini guide pensate per le diverse tipologie di viaggiatori, dalla famiglia con bambini alle spedizioni solitarie. In più una community dedicata al racconto e alla condivisione delle esperienze di viaggio, allo scambio di consigli e itinerari e alla ricerca di compagni d’avventura.

Per capire in poche parole lo spirito di Bikeitalia.it basta dare un’occhiata al video di presentazione realizzato da Gabriele Salucci:

Per informazioni: Paolo Pinzuti 3468608465
Alessandro Micozzi: 3200980161

Le bambine che non incontro mai

Abito da un paio d’anni al secondo piano di una palazzina, in un condominio con una decina di appartamenti; tre piani, giardino recintato intorno, sottoterra box e cantine (con spazio condominiale per le bici, olè). In un paio d’anni ho incrociato più o meno tutti, per le scale, fuori dal cancello, in cantina o sul pianerottolo: le sorelle centenarie della porta accanto, il dottore del piano terra, indefiniti studenti dell’appartamento al piano di sopra, la badante moldava che tira su un divano con un braccio, il nonnetto che mi sta simpatico, e via dicendo. Li ho incrociati tutti, chi più, chi meno (incrociati, perchè la parola “conoscere” tra vicini di casa non è molto di moda a queste latitudini); incrociati tutti tranne le due bambine del piano di sopra.
Esistono, ne sono certo, perchè da giù sento ogni litigata che fanno tra loro, ogni rimbalzo della loro pallozza, sento anche quando in casa loro finisce la carta igienica e serve qualcuno che di corsa la porti in bagno; la mia vita casalinga è scandita da sonori “maaaaaaaa-mma”. D’estate, poi, quando sono in cucina è come se mi trovassi proprio in casa loro (i balconi delle cucine si trovano sistemati fra tre muri, che formano una sorta di canale acustico che amplifica ogni suono). Per questo blog, le due bambine si chiamano Francesca e Simona; la mamma, isterica, urla i loro nomi ogni tre minuti, perchè non fanno i compiti, perchè lasciano i giochi in giro, perchè son bambine. La più grande, Francesca, ha una decina d’anni; la seconda, Simona, che stando a quel che sento è la più vivace, ne ha un paio di meno. Esistono, ne sono certo.
Eppure, fatico a dirlo, non le ho mai viste. Non le ho mai viste per le scale, mai in ascensore, mai davanti ai citofoni o davanti alle cassette della posta, mai in giardino a giocare; nemmeno vedo le loro biciclette giù in cantina, nel locale comune. Mai mi è successo di incrociarle dalla panettiera, dal fruttivendolo o in qualche angolo della via. Mai.
Bambine invisibili? No, bambine accompagnate. Quando vanno a scuola le bambine escono di casa, prendono l’ascensore, vanno in box e salgono in macchina. Al ritorno, arrivano al box, salgono in ascensore, entrano in casa. Se al posto di “scuola” sostituite qualsiasi altro luogo in cui si possa svolgere una parte della vita di un bambino (oratorio, parco, piscina, bla bla bla), lo schema non cambia. In qualunque posto vadano, sono sempre accompagnate, sono sempre trasportate. Eppure la scuola elementare pù vicina si trova a 500 metri e ci si arriva senza mai scendere dal marciapiede per attraversare; stessa cosa per il parco e per la chiesa; eppure sotto casa c’è un giardino recintato, dove si potrebbe giocare tranquillamente.
Capisco bene perchè, arrivate a casa, si scatenano correndo da una parte all’altra; Francesca e Simona non camminano, non vanno in bicicletta; vengono trasportate, prelevate da A per giungere a B. Vanno a scuola, in piscina, a musica, vanno in ogni posto in cui possono andare i bambini; vanno, ma in questo verbo non c’è nulla di attivo. Un gigantesco SUV le accoglie e le protegge sempre, scaldandole d’inverno e rinfrescandole d’estate, facendo ascoltar loro musica e permettendo loro di battere qualche record al videogioco tascabile che papà ha appena comprato perchè quello di prima è diventato troppo vecchio.
Ok, forse mi sto lasciando “trasportare”.
Comunque, meglio lasciarsi trasportare dalla Fantasia piuttosto che da un SUV.

Blogging Day #NoSlot

Oggi è il Blogging Day #NoSlot, la giornata di mobilitazione web contro la piaga del gioco d’azzardo patologico che, grazie alle slot machine situate un po’ ovunque e alle varie opportunità di “gioco” online e nei punti vendita preposti, coinvolge circa 17 milioni d’italiani.
In Italia sono 800.000 le persone affette da ludopatia, 2.000.000 quelle a rischio. La ludopatia è una dipendenza (riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità) al pari delle dipendenza da alcool e dalle droghe. Giocare è facile, avvincente e nel nostro paese le occasioni non mancano, dalle slot machine situate ovunque ai “gratta e vinci” che vendono anche alle poste (così, quando ti ritrovi in fila per pagare un bollettino, già che aspetti, …).
Secondo i dati dell’Eurispes i giocatori appartengono alle fasce sociali più deboli: disoccupati, indigenti, persone con una bassa scolarizzazione. Il Telefono Azzurro denuncia inoltre un 12% di adolescenti coinvolto nei giochi online, percentuale che arriva al 27% con i giochi tipo “gratta e vinci”. La dipendenza da gioco è una vera e propria piaga sociale, chi ne è affetto spesso nega di avere un problema di dipendenza, racconta bugie e in molti casi si spinge a rubare a familiari e amici pur di continuare a giocare.

Anche #Salvaiciclisti Pavia oggi partecipa al Blogging Day #NoSlot con questo post. Cosa c’entra la lotta contro la ludopatia con #Salvaiciclisti? Molto più di quanto non possa sembrare.
A Pavia lo scorso 18 maggio si è svolta una manifestazione nazionale antislot; Pavia non è stata scelta a caso come sede della manifestazione, ma perchè, numeri alla mano, Pavia è considerata la “capitale delle slot”. La nostra città detiene questo record (di cui faremmo volentieri a meno), non possiamo non sentirci coinvolti dal problema.
Altra cosa: il movimento #Salvaiciclisti Pavia condivide con il movimento NO SLOT una data importante, fondamentale: il 9 giugno 2012 quando, quasi in contemporanea, a Pavia scesero in piazza cittadini esasperati che rivendicavano il diritto di muoversi sulla bici in sicurezza (il “Bike Pride di giugno 2012”) e cittadini che marciavano per sensibilizzare il maggior numero possibile di persone sul tema della dipendenza da gioco (il corteo “No Slot – Mettiamoci in gioco contro ogni forma di dipendenza da gioco”).
Entrambi i movimenti sono nati spontaneamente e vi convergono cittadini che, spontaneamente, decidono di impegnarsi per migliorare la propria città; la spinta che ci anima è la stessa, dare il proprio contributo per migliorare la città, renderla più vivibile. Una città più a misura d’uomo ha strade sicure e bambini che camminano o vanno in bicicletta in piena autonomia; una città più a misura d’uomo non permette che i suoi cittadini si distruggano davanti ad una macchinetta in un angolo di un bar.

La nostra proposta? Eccola qui: uscite di casa in bicicletta il più possibile; se volete prendervi un caffè, fermatevi al bar e date un’occhiata dentro prima di ordinare o di sedervi; se ci sono slot machine, rimettetevi in sella e cercatene un altro. Prendete il vostro caffè solo in bar senza slot machine. Se vi muovete in bicicletta la ricerca di un bar che non sia complice di questa piaga sociale sarà più semplice e più veloce 🙂

Per saperne di più:

A Pavia “la bici di Leonardo”

Mercoledì 12 giugno, a partire dalle ore 9.30, si svolgerà, presso l’aula del 400 dell’Università degli Studi di Pavia, un convegno dal titolo “Meccanismi leonardiani e biomeccanica degli arti inferiori – Presentazione di Twist Bike Atlantic: la moderna rivoluzionaria bicicletta con la propulsione di Leonardo”, curata da Carlo E. Rottenbacher (ingegnere e ricercatore dell’Università di Pavia) e Paola Salvi (leonardista e docente dell’Accademia di Brera).
L’iniziativa è organizzata dall’Università di Pavia con l’Accademia di Belle Arti di Brera e con la collaborazione di Dobertec, azienda specializzata in biomeccanica.
Gli interventi dei relatori (Paola Salvi, Carlo E. Rottenbacher, Giuseppe Stagnitto, Edoardo Rovida, Maria Rita Gualea, Roberto Bottinelli, Antonella Ferrario, Marco Antonelli) si concentreranno su alcuni meccanismi elaborati da Leonardo per la trasmissione del movimento meccanico e sull’anatomia degli arti inferiori.

Il corpo umano è infatti per Leonardo stesso un meccanismo dotato di leve che agiscono per l’azione del motore dei muscoli, tant’è che egli ha scritto in uno dei suoi fogli anatomici conservati al Windsor: “Fa’ che ‘libro delli elementi macchinali colla sua pratica vada innanzi alla dimostrazione del moto e forza dell’omo e delli altri animali, e mediante quelli tu potrai provare ogni tua proposizione”. Un particolare meccanismo azionato dai piedi, che oggi possiamo definire “a step”, è stato descritto da Leonardo per far funzionare la “macchina per volare” (Ms. B), un’imbarcazione a pale verticali e uno strumento musicale (Codice Atlantico). Lo stesso meccanismo è stato oggi utilizzato per realizzare una bicicletta che, ispirandosi ai meccanismi leonardiani, rende possibile un migliore sfruttamento della catena cinematica degli arti inferiori rispetto a una bicicletta tradizionale.

La Giornata affronterà quindi gli studi di Leonardo e le moderne rilevazioni quantitative dei meccanismi da lui descritti, per giungere alla presentazione del prototipo della nuova bicicletta. Si tratta del prototipo di Twist Bike Atlantic di Dobertec, la prima bicicletta al mondo dotata di un innovativo sistema di trasmissione ad elevato rendimento, basato sul motore che Leonardo descrisse nel Codice Atlantico. Ideata dall’Ing. Marco Antonelli, è stata concepita e realizzata da un’equipe esperta di ingegneri, ricercatori e designer. La trasmissione di Twist Bike è stata oggetto di studi approfonditi che hanno portato allo sviluppo di un sistema cinematico brevettato ad elevato rendimento che rende possibile un migliore sfruttamento della catena cinematica degli arti inferiori rispetto ad una bici tradizionale. Il movimento della pedalata non è circolare, ma “a step”, dall’alto verso il basso.
Dall’idea alla realizzazione del prototipo (esposto per la prima volta alla Triennale di Milano nel maggio 2012) sono trascorsi anni di ricerca scientifica, studio del design e dei materiali. Ricerche per le quali l’ideatore, ing. Antonelli, ha coinvolto due dipartimenti dell’Università di Pavia: di Ingegneria (con il prof. Carlo Rottenbacher) e di Medicina (con il prof. Roberto Bottinelli, Centro di ricerca di biologia e medicina dello sport).

La Twist Bike Atlantic è quindi la prima bicicletta al mondo che racchiude le quattro eccellenze italiane:

  1. la storia italiana, grazie agli insegnamenti di Leonardo da Vinci;
  2. la tradizione meccanica e medica italiana nello sviluppo della trasmissione;
  3. il design italiano, per vestire di arte e design; ed in fine;
  4. le maestranze artigianali italiane, migliori al mondo, che hanno realizzato la Twist Bike Atlantic.

Per maggiori informazioni: Università degli Studi di Pavia