#salvaiciclisti pavia

Pavia a misura di bicicletta
bicicletta rubata

Chiuso il deposito, si apre un portone?

Il deposito bici della stazione di Pavia non esiste più. Sembra che gli spazi servano alle Ferrovie per altri scopi. Quale notizia peggiore, tra i morti di ogni giorno sulle strade cittadine di tutta Italia e il consueto dolce far niente dell’amministrazione comunale?
Facciamo sbollentire la rabbia, freniamo le imprecazioni e riflettiamo.

A volte non è solo un modo di dire...

A volte non è solo un modo di dire…

Non esiste più uno spazio “sicuro” per lasciare le nostre biciclette, quando le “abbandoniamo” per servirci del treno. Indubbiamente un fatto negativo. Possiamo allora decidere di recarci in stazione a piedi, oppure su pedali – ma legando meglio le nostre bici. Il punto è che quello spago col quale assicuriamo (e male) la nostra bicicletta non serve a nulla. Inutile lamentarsi, dopo l’ennesimo furto, di ladri e delinquenti che alimentano il mercato nero dei mezzi rubati: se lasciamo in sosta la nostra bici in pessimo modo, siamo complici.  Se davvero avessimo a cuore la nostra compagna di viaggio a due ruote non la lasceremmo in balia di chiunque a quel modo. Ora, per di più, siamo anche obbligati a farci furbi e trovare modi per cui si possa ritrovare il mezzo al nostro ritorno, dal momento che il deposito non esiste più.
La chiusura di questo deposito è una cattiva notizia. Ma può essere un ottimo punto di partenza per chiedere, tutti insieme, una migliore qualità della mobilità pavese alle istituzioni. Perché? Andiamo per punti.

1) Perché ora io, cittadino pavese, non posso più contare su quel punto di riferimento e mi devo dotare di un dispositivo migliore per assicurare la mia bicicletta. Che in vendita nei negozi di biciclette non c’è. Perciò devo recarmi o in un negozio di articoli sportivi che ne venda uno (come quello di San Martino Siccomario) o in uno di articoli per il fai-da-te. Entrambi posti fuori dal centro città: se voglio raggiungere questi esercizi commerciali in bicicletta devo pensarci molto bene, perché la strada è troppo pericolosa anche di giorno.

antifurto - Copia2) Dopodiché mi servono degli stalli per biciclette che mi permettano di assicurare a dovere il mio mezzo, ruote e telaio, di modo che quando io ritorni quello ci sia ancora. Ne esistono di vari modelli che me ne diano la possibilità, uno dei quali già presente a Pavia proprio nelle vicinanze della stazione, di fronte alla banca di viale Cesare Battisti (vedi foto – e vedi la differenza tra usarlo bene e renderlo un inutile pezzo di ferro al quale semplicemente appoggiare la bici).

Ecco che la chiusura del deposito può essere l’occasione per farci aprire gli occhi. Ecco come una pessima notizia può trasformarsi nell’occasione di chiedere, alla pubblica amministrazione, di far rispettare un limite massimo di 30 km/h sulle strade cittadine, così da eliminare il costo di inutili piste ciclabili – che devono invece essere costruite tra centro e periferia, nell’ottica di una reale ed efficace moderazione del traffico. Così come può essere l’occasione per richiedere stalli adeguati e non le solite, obsolete rastrelliere.
Può essere, non “è”: perché dobbiamo essere noi cittadini a volerlo.

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