#salvaiciclisti pavia

Pavia a misura di bicicletta
nonno che ripara una bicicletta

Il nonno che non fa notizia

Ieri è morto Giuseppe, pensionato di 75 anni; è uscito in bicicletta per fare un giro e non è più tornato. Sulla sua morte si scrive poco: non ci sono titoli sulle prime pagine dei quotidiani nazionali, non ci sono servizi nei principali notiziari, non si scomodano opinionisti e non si fanno fiaccolate. La morte di un signore settantenne non ha sulla collettività lo stesso impatto che ha la morte di un giovane. Sarebbe normale, inevitabile, comprensibile, se parlassimo di morte naturale; l’infarto di un settantenne non fa notizia, quello di un ventenne sì; ovviamente.
Ma parlando di vite stroncate mentre si è in sella ad una bicicletta, dov’è la differenza? La morte in bicicletta di un settantenne in salute, tranquillo pensionato, con moglie, figli e nipoti, amici e conoscenti, interessi ed abitudini, non dovrebbe addolorarci ed indignarci tanto quanto quella di un quindicenne? Tutti si ricordano di Altea, la ragazza uccisa nel Lodigiano il novembre scorso, e tutti si ricorderanno di Beatrice, la sedicenne uccisa l’altro giorno a Gorgonzola, in provincia di Milano; chi si ricorderà di Giuseppe? Chi si ricorda dei vari Cesare, Rosa, Maria, Giovanni, Antonio, Armandina che puntualmente occupano le pagine dei giornali locali perchè uccisi sulla propria bicicletta? Le lacrime versate da una madre per il giovane figlio non sono tanto diverse da quelle versate da un’anziana moglie che perde il compagno di vita in un modo così assurdo; eppure pare che l’emotiva collettività soppesi le lacrime e ne giudichi alcune più meritevoli di attenzione.

Non conoscevo Giuseppe, ho letto di lui qualche riga sul giornale; viveva con la moglie Giovanna, aveva fatto per anni il salumiere, era in pensione, amava i suoi nipotini. Penso ai miei nonni, inevitabilmente.
Persi un nonno diversi anni fa, per una malattia ai polmoni; si chiamava come me (o, meglio, io mi chiamo come lui…), fumava due pacchetti di sigarette al giorno, abitava vicino al mare, ma non ci andava mai.
L’altro nonno vive ancora; fino a qualche anno fa era in salute, autonomo e con il suo abbonamento ATM si muoveva tutto il giorno in giro per Milano, capace di andare da un capo all’altro della città alla ricerca della frutta migliore al prezzo più conveniente. Oggi non è più lucido, non fa più niente da solo e non esce più di casa; vive ancora, si fa per dire; ma questa è un’altra storia.
In modo diverso, ero affezionato ad entrambi.
Se mio nonno, se uno dei miei nonni, un giorno qualunque fosse uscito in bicicletta e non fosse più tornato, beh, avrei pianto; poi mi sarei arrabbiato, anzi, mi sarei incazzato. Incazzato perchè morire mentre si fa un giro in bicicletta è assurdo; incazzato perchè non si muore in bicicletta per strane casualità, ma per responsabilità precise, responsabilità di chi progetta e regola la vita sulle strade, soprattutto.

La collettività si fa colpire da pochi casi isolati, ma noi non siamo la collettività; noi siamo singoli individui inseriti in un contesto di relazioni e, come tali, dovremmo pensare e sentire. La morte in bicicletta di un signore di 75 anni non è diversa da quella di una ragazza di 16 anni, di una donna di 40 o di un giovane di 25 anni; sforzatevi di pensare a loro così come pensereste ai vostri nonni, ai vostri figli, ai vostri mariti o alle vostre mogli, ai vostri genitori. Nessuna morte in bicicletta può diventare abitudine, normalità, soprattutto se causata dal completo immobilismo di chi potrebbe fare qualcosa di concreto per la sicurezza, ma non vuole o non sa farlo (senza avere l’umiltà di riconoscerlo).
Addoloratevi e indignatevi non solo se muore una ragazza di 16 anni; ogni assurda morte di chi va in strada in bicicletta o a piedi dovrebbe farvi addolorare, indignare, incazzare. Alla morte non c’è rimedio; alle morti in bicicletta, sì.

Post scriptum

Queste sono le notizie riportate dalla Provincia Pavese dall’inizio del mese:
– 01 luglio: Schianto con l’auto, muore sul colpo
– 01 luglio: Vidigulfo, motociclista investito
– 02 luglio: Investe un ciclista e scappa, denunciato pirata della strada
– 03 luglio: Schianto a Robbio, muore donna di 33 anni
– 07 luglio: Badia, investita 83enne in bici; ricoverata in gravi condizioni
– 07 luglio: Ciclista investito da auto pirata, è grave
– 08 luglio: Scontro all’incrocio, tre feriti nelle auto
– 09 luglio: Madre e figlia investite, sono gravissime
– 10 luglio: Scontro, gravissimo motociclista
– 11 luglio: Pedone investito in tangenziale; è grave
– 11 luglio: Pensionato in bici travolto e ucciso
– 11 luglio: Schianto auto-trattore, 3 feriti a Carbonara

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