#salvaiciclisti pavia

Pavia a misura di bicicletta
salvaiciclisti

Un anno di #salvaiciclisti

È passato un anno esatto dalla prima critical mass digitale che, riunendo 38 blogger, iniziò il percorso di #salvaiciclisti. È giunto il momento di tirare le somme.

L’8 febbraio di un anno fa l’obiettivo era portare il tema della sicurezza per chi si muove in bici all’attenzione dell’opinione pubblica e della politica. Abbiamo raggiunto l’obiettivo e siamo andati oltre: improvvisando giorno dopo giorno siamo riusciti a realizzare la straordinaria manifestazione del 28 aprile scorso a Roma e a far convergere le forze che hanno dato la luce al Libro Rosso della Ciclabilità e della Mobilità Nuova in occasione degli Stati Generali di Reggio Emilia.

Grazie anche al nostro lavoro quotidiano di pressione sul web e sul territorio, molte amministrazioni comunali hanno colto l’occasione per sfoderare maggiore audacia nella definizione delle proprie politiche della mobilità, mentre altre (una su tutte la sorda e cieca amministrazione uscente della capitale) hanno dimostrato di non riuscire neppure a immaginare città che non siano attanagliate dal traffico,immobilizzate dalla sosta selvaggia e asfissiate dai gas di scarico. Abbiamo provato a spiegare loro che investire sulla ciclabilità consente di diminuire i disagi generati dal traffico, ma chi vede la bicicletta solamente come un articolo sportivo da utilizzare nel fine settimana per tenersi in forma, ha sempre risposto che i problemi e quindi le soluzioni sono ben altri.

E, d’altronde, i problemi sono anche altri: in questi 12 mesi abbiamo visto mezzi bloccati da pochi centimetri di neve, autobus fermi nei depositi per la mancanza di soldi per fare rifornimento, linee di treni locali cancellate, metropolitane allagate, pendolari costretti a viaggiare in condizioni sempre meno umane, ad aspettare per ore al freddo, ci hanno detto che nelle nostre città ci si muove alla stessa velocità del ‘700. Ed è vero che non possiamo pensare di uscire da questa grottesca situazione puntando sugli spiccioli da destinare alla ciclabilità: servono soldi veri e progettualità per evitare che il paese cada in un’immobilità insostenibile.

Nonostante le imbarazzanti condizioni del nostro sistema di trasporto, chi si sta candidando alla guida del nostro paese si guarda bene dal menzionare l’argomento (probabilmente perché neppure sa come è costretta a muoversi la maggioranza della popolazione italiana) e rimanda ancora la soluzione di un problema che non può attendere ulteriormente. In queste condizioni, da parte nostra chiedere esclusivamente interventi a favore di chi si muove in bicicletta dimostrerebbe lo stesso grado di miopia che denunciamo in chi ci ha amministrato fino ad oggi.

È per questo motivo che la manifestazione che è stata indetta per il 28 Aprile 2013 a Milano non sarà il momento in cui i ciclisti italiani chiederanno l’attenzione da parte della politica, bensì il momento in cui le vittime quotidiane di un modo antico e inefficiente di concepire una mobilità rivendicheranno i propri diritti. Non sarà la manifestazione di #salvaiciclisti, ma sarà con #salvaiciclisti.

Ciclisti, pedoni, forzati dell’automobile, pendolari e utenti dei trasporti pubblici rappresentano la maggioranza assoluta di questo paese: una maggioranza che è oppressa perché non ha mai trovato la forza né l’occasione di riunirsi e di mostrarsi.

Il 28 aprile a Milano sarà quindi l’occasione troppo a lungo mancata, sarà il momento per mostrare al nuovo governo la necessità di agire con la massima urgenza. Perché il governo di un paese civile non può tollerare che i propri cittadini trascorrano la propria esistenza imbottigliati nel traffico, o davanti a un binario nell’attesa di salire su un treno sporco, sovraffollato e in ritardo, oppure abbandonati a se stessi, in sella a una bicicletta, circondati da un fiume di auto.

#salvaiciclisti continuerà come sempre la propria azione di pressione alle amministrazioni locali affinché adottino il Libro Rosso della Ciclabilità e della Mobilità Nuova.

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