#salvaiciclisti pavia

Pavia a misura di bicicletta

L’incontro con l’Assessore

Lunedì 12 novembre una delegazione del movimento #Salvaiciclisti ha incontrato l’Assessore alla Mobilità di Pavia, Antonio Bobbio Pallavicini. Avremmo voluto scrivere il resoconto già il giorno stesso, ma, come sapete, i giorni successivi all’incontro sono stati occupati interamente dall’organizzazione dell’evento Ora basta morti in strada, manifestazione nazionale che ha visto scendere in piazza il movimento #Salvaiciclisti in 30 città diverse e che, dal punto di vista emotivo, ha lasciato il segno in tutti noi.

Avevamo incontrato l’Assessore Bobbio Pallavicini al Bike Pride d’Autunno; ci siamo poi rivisti alla serata Anche a Pavia vogliamo salvare i ciclisti, durante la quale era intervenuto su nostro invito e ci aveva promesso un incontro a breve. Detto, fatto: gli abbiamo spedito una richiesta alla fine del mese di ottobre e, già dopo qualche giorno, avevamo segnato in agenda un appuntamento a Palazzo Mezzabarba. Avremmo dovuto (e voluto) incontrare anche il Sindaco, Alessandro Cattaneo, che però all’ultimo non è riuscito a partecipare; ci dispiace non aver potuto parlare anche con lui, ma confidiamo che, come ci ha scritto, ci si possa riaggiornare velocemente.

Lunedì ci siamo presentati in sei: tra di noi c’era sia chi per primo ha iniziato a parlare di #Salvaiciclisti a Pavia con l’organizzazione del Bike Pride a giugno, sia chi si è aggiunto più tardi, nelle ultime settimane, sull’onda delle varie iniziative che sono state organizzate. Siamo andati dall’Assessore con un promemoria di cose urgenti di fare e, per prima cosa, le abbiamo esposte.

Abbiamo subito chiesto all’Assessore di attivare a Pavia un Ufficio Biciclette o, in alternativa, di aprire un tavolo di lavoro per discutere della sicurezza dei ciclisti e, in generale, della cosiddetta “mobilità dolce”. Abbiamo chiesto di programmare una serie di incontri con noi del movimento #Salvaiciclisti, ma aperto a tutte le figure e le realtà che possano rendersi utili per migliorare la situazione della mobilità ciclabile a Pavia. L’obiettivo di questi incontri dovrebbe essere innanzitutto quello di promuovere una sensibilità interna alla stessa Amministrazione Comunale, in modo che si tengano sempre presenti le biciclette e chi le usa in ogni atto ed intervento; vogliamo evitare, ad esempio, che, come spesso succede, ci si dimentichi dei ciclisti quando si progetta una nuova rotatoria o quando si fanno lavori di manutenzione alle strade. Abbiamo chiesto di poter partecipare attivamente alle decisioni che ci riguardano da vicino prima che vengano rese definitive, offrendo all’Amministrazione Comunale un punto di vista che, spesso, non si considera: quello di chi vive la città in bici. Abbiamo proposto un tavolo di lavoro e di confronto dove, con documenti alla mano, si possano valutare le discussioni interne agli organi di governo del Comune e si possano dare indicazioni prima che le decisioni vengano prese; un tavolo in cui ci sia dato modo di esprimere il nostro punto di vista prima, magari, di apprendere di nuove piste ciclabili leggendo il giornale. Un tavolo consultivo, insomma, che possa dare indicazioni da un punto di vista, chiamiamolo così “ciclabile”.
L’Assessore ci ha dato piena disponibilità ad attivare un tavolo di lavoro così come lo abbiamo chiesto; si è mostrato d’accordo con noi nel ritenere utili questi incontri, che permetterebbero di avere una visione più ampia delle varie questioni e di suggerire utili accorgimenti ai tecnici in fase di progettazione e realizzazione delle opere. Gli incontri saranno regolari, così ci ha assicurato, con una frequenza che dipenderà dalle incombenze che si presenteranno; possiamo dire che, in linea di massima, ci vedremo ogni 2-3 mesi.

Abbiamo poi chiesto all’Assessore se gli interventi relativi alla rete ciclabile siano oggi inseriti in modo organico e preciso in qualche documento (Piano Urbano del Traffico? Piano Urbano della Mobilità? Piano di Governo del Territorio?). L’Assessore ci ha confermato quello che noi sospettavamo già vedendo (e vivendo) la situazione delle nostre strade: di fatto a Pavia non esiste un piano organico e strutturato che riguardi le biciclette. Gli interventi che oggi si realizzano a Pavia, seppur di utilità, sono frammentari (come le nostre piste ciclabili), spesso fini a se stessi, mancando di quella organicità che solo un piano complessivo e lungimirante potrebbe dare. La situazione pavese della mobilità in bicicletta è il risultato di decenni di questo tipo di approccio (le magagne pavesi non sono certo imputabili solo alla giunta attualmente al governo, va detto), e tutto è sotto i nostri occhi: tratti ciclabili costruiti senza seguire i flussi di traffico veramente utili ai ciclisti, mancanza di una rete di piste per le bici, assenza di sinergia con i comuni limitrofi, e via dicendo. La domanda era retorica, in fondo lo sapevamo che dietro agli interventi riguardanti le biciclette non ci fosse una visione a lungo raggio ed una programmazione di interventi secondo un piano preciso; assenza, va detto, che l’Assessore eredita dai suoi predecessori e che è anche un po’ figlia dei problemi avuti dall’Amministrazione nell’elaborazione del Piano di Governo del Territorio. Il tavolo di lavoro, pur con i suoi limiti, dovrà colmare anche questa mancanza, cercando di dare un punto di vista più ampio ed organico agli interventi a favore della sicurezza dei ciclisti.

Detto questo, abbiamo quindi elencato all’Assessore una serie di priorità, chiedendogli che cosa avrebbe potuto fare subito; perché le parole servono, ma servono poco se non sono seguite dall’azione. Sapendo bene che Pavia non può essere trasformata dall’oggi al domani, gli abbiamo proposto interventi precisi, a costi ridotti, da poter fare subito:

  1. sistemare la segnaletica orizzontale e verticale delle piste ciclabili, in molti punti assente o deficitaria;
  2. creare gli attraversamenti ciclabili, che sono spesso assenti lungo i tracciati riservati alle bici;
  3. attivarsi per risolvere i problemi dei furti delle biciclette, valutando l’acquisto di nuovi modelli di rastrelliere e di attivare progetti specifici, simili a quelli sui cui molti comuni si stanno impegnando (il progetto BiciSicura della vicina Vigevano, ad esempio).

In merito alle rastrelliere, l’Assessore ci ha comunicato che l’Amministrazione si sta già muovendo in tal senso e che a breve dovrebbe essere in grado di comunicarci delle novità.
Riguardo alla segnaletica ed agli attraversamenti ciclabili, l’Assessore si è mostrato assolutamente disponibile ad intervenire in tempi brevi. A tale proposito ci ha chiesto di fornirgli un dossier con un dettaglio delle criticità per mettere in atto interventi semplici, da poter eseguire a breve termine.

salvaiciclisti consegna il libro rosso all'assessore di pavia

Durante l’incontro abbiamo anche consegnato all’Assessore il Libro Rosso della Ciclabilità e della Mobilità Nuova, il documento prodotto dagli Stati Generali della Bicicletta e della Mobilità Nuova che si sono svolti a Reggio Emilia il mese scorso; lo abbiamo invitato a leggere il documento con attenzione, perché ricco di contenuti interessanti per poter cambiare, in meglio, Pavia. Gli abbiamo anche consegnato una recente Delibera del Comune di Trieste, per fargli toccare con mano quello che altre città italiane si stanno impegnando a fare per i ciclisti. Perché di concretezza abbiamo bisogno.
L’Assessore si è mostrato interessato a saperne di più, dichiarandosi anche disponibile a patrocinare eventuali prossime iniziative del movimento #Salvaiciclisti.

Siamo rimasti soddisfatti della chiacchierata; è servita a conoscerci e ad iniziare un percorso che, lo sappiamo, non sarà semplice, ma che da qualche parte ci condurrà.
Noi abbiamo confermato all’Assessore la nostra volontà di essere e di voler rimanere un movimento propositivo e positivo, gli abbiamo mostrato la consapevolezza che la città non potrà essere trasformata in una notte; tuttavia, è ovvio, il nostro obiettivo è ottenere azioni concrete per migliorare la situazione di Pavia, città nella quale molti usano la bici e che, con pochi accorgimenti, potrebbe essere perfetta per poterla vivere pedalando. Dall’Amministrazione Comunale non pretendiamo miracoli, ma fatti, quelli sì; siamo un gruppo di cittadini che usa la bicicletta quotidianamente e che esige di non rischiare la vita quando è in sella.

L’Assessore ci è sembrato molto disponibile, pur rimarcando le difficoltà che si dovranno incontrare per modificare lo status quo: problemi legati al bilancio, ai consensi, agli equilibri politici, alla burocrazia, alla difficoltà che ogni cambiamento comporta. Noi non gli diamo tutti i torti; siamo sognatori, ma ragionevoli, e sappiamo bene che ci sarebbero grandi proteste da parte di chi usa l’auto quando si dovesse vietare il parcheggio delle macchine sui marciapiedi o quando si diminuisse il limite di velocità a 30 km/h nelle aree residenziali. Ma ci vuole coraggio, questo gli abbiamo detto e qui lo ripetiamo; ci vuole coraggio e prendere una posizione netta, che sicuramente scontenterà qualcuno, ma che sicuramente andrà nella direzione del bene comune. Il politico che cerca il consenso di tutti, si sa, fa grandi sorrisi e non accontenta nessuno; il buon politico, invece, individua il bene comune e persegue quello, pur scontentando qualcuno. Bisogna programmare con cura gli interventi da fare e poi prendere decisioni coraggiose; solo così si potranno davvero salvare i ciclisti e restituire la città, ora sommersa dalle automobili, ai suoi abitanti. Il lavoro dell’Assessore Maran a Milano, per non andare troppo lontano, la caparbietà con cui sta difendendo Area C dalle proteste di molti possono essere un esempio ed un incoraggiamento.

Siamo usciti da Palazzo Mezzabarba con la consapevolezza di aver fatto un altro passo in avanti; l’apertura del tavolo di lavoro per discutere delle problematiche relative alla bicicletta ci sembra un’ottima conquista; sul volantino del Bike Pride di giugno c’era, tra le richieste: “partecipazione di cittadini e associazioni alla pianificazione di interventi a favore della bicicletta”; possiamo tirare una riga e scriverci accanto: “fatto”.
E’ da qui, da questo tavolo di lavoro, che potranno nascere i cambiamenti che vogliamo per una Pavia più a misura di bicicletta: moderazione della velocità, piste e corsie ciclabili sulle vie di maggior traffico, incentivazione dell’uso della bicicletta, trasformazione della città da parcheggio di auto a spazio vissuto dalle persone.

Quel che ora faremo è preparare un dossier per indicare all’Assessore quali sono i punti in cui vogliamo che la segnaletica venga migliorata/creata (nei prossimi giorni vi diremo come partecipare alla stesura del documento); nel frattempo aspettiamo di incontrare il Sindaco, per presentarci anche a lui e per avere anche da lui la conferma che Pavia voglia salvare i ciclisti.

Un passo è fatto; ed ora, avanti!

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5 commenti

  1. Enrico

    Peccato non aver approfondito il discorso BiciSicura, trovo che la diffusione capillare, abbinata a controlli da parte della polizia (ci vorrebbe davvero poco!) potrebbero cambiare le cose in merito ai furti che nella nostra città rasentano l’insostenibile. Targa, foto e registro del numero di telaio potrebbero fare molto con una spesa pressoché irrisoria. Poi ci sarebbe il chip, ma si va su un’altra spesa…

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