#salvaiciclisti pavia

Pavia a misura di bicicletta
#bastamortinstrada

Ieri le bici stese, ora ripartiamo

Si è tenuto venerdì 16 novembre a Pavia, in contemporanea con altre 30 città, l’evento “Ora basta morti in strada” per dire basta alle stragi di ciclisti sulle nostre strade. L’appuntamento era per le 21 in Piazza Leonardo da Vinci, la nostra Bike Pride.

Nella piazza campeggiava la Ghost Bike, ossia la bici colorata di bianco che viene posizionata nei posti in cui si è verificato un incidente mortale che ha coinvolto un ciclista. Si tratta di un simbolo nato una decina di anni fa negli Stati Uniti e che si sta diffondendo in tutto il mondo. Davanti alla Ghost Bike c’erano lumini, fiori e decine di altre bici rovesciate a terra, appartenenti agli oltre 60 partecipanti alla manifestazione.

C’è stata una staffetta per leggere i nomi dei ciclisti uccisi dall’inizio dell’anno, un elenco molto lungo nonostante non fosse completo di tutti i 217 nominativi. Ogni nome era corredato da luogo e data delle uccisioni e dall’età della vittima, e ci siamo resi conto che nessuno può sentirsi sicuro: giovane adulto o anziano, in città o in provincia, al nord al centro o al sud d’Italia le nostre strade non risparmiano nessuno. Probabilmente questo era il pensiero principale di ciascuno di noi durante il minuto di silenzio che ne è seguito.

Poi chi voleva è stato invitato a esprimere un messaggio o un pensiero. Sono anche intervenuti l’Assessore Pallavicini del Comune e il Consigliere Galazzo della Provincia di Pavia. Non sono intervenuti, ma hanno lasciato il segno, i ciclisti provenienti da Voghera che dopo la manifestazione sono risaliti in sella alle proprie bici e, muniti di soli caschetti e luci, hanno ancora una volta sfidato la sorte sulle nostre strade per tornare alle proprie case.

Provando a fare il punto su un evento nato dall’onda emotiva successiva alla tragica morte della ragazza di Lodi e di altre recenti morti, questa è stata l’occasione per fermarsi a riflettere sul senso di morire in bicicletta, a 17 come a 84 anni. È stato il momento in cui i ciclisti delle principali città italiane hanno ricordato altri ciclisti che sono morti in circostanze che non possono essere definite “incidenti”, poiché sono la conseguenza di politiche locali e nazionali che sistematicamente ignorano la sicurezza di chi si sposta in bici o a piedi. Abbiamo anche ribadito che quella di #Salvaiciclisti è una battaglia di civiltà, perché una città a misura di ciclista a ben vedere è una città migliore e più sicura per tutti. Lo abbiamo fatto assieme alla Ciclofficina Popolare Ciclopi, a Legambiente Pavia e a tutti coloro che hanno deciso di venire in piazza a dire Ora basta morti in strada.

Forti di tutto questo quindi ora ripartiamo, ancora più motivati a portare avanti il nostro messaggio e a far sì che si trasformi in azioni concrete messe in atto dalle stesse amministrazioni che hanno partecipato assieme a noi a questo e agli altri eventi degli ultimi mesi.

Qui di seguito trovate un video della serata, girato da Tetonews…

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