#salvaiciclisti pavia

Pavia a misura di bicicletta

#Salvaiciclisti Pavia sta pedalando

Avevamo iniziato a parlarne quest’estate, in un tardo pomeriggio di fine giugno all’ombra delle torri di Piazza Leonardo da Vinci (la neonata Bike Square), mentre i Ciclopi erano alle prese con camere d’aria bucate e con forcelle da sistemare; “Il Bike Pride è stato un vero successo, dobbiamo continuare così, ma pedalare non basta, dobbiamo provare a creare un evento in cui ci si possa confrontare pubblicamente con i nostri interlocutori, le istituzioni locali”, questa era l’opinione di tutti quelli che stavano lì, mentre si cercava di scacciar via le zanzare che, con quel caldo, facevano sentire la loro presenza mescolandosi ai nostri discorsi.
Così siamo partiti, con molte idee e voglia di fare, iniziando a scambiarci indirizzi email, numeri di telefono, creando angoli sul web sempre più spaziosi per accogliere chi, man mano, si andava ad aggiungere; così è stato anche con le sedie della sede di Legambiente, che sono via via aumentate, quando col passare delle settimane ai nostri incontri serali partecipavano sempre più persone ed eravamo sempre più stretti intorno a quel tavolo. “Un incontro con il Sindaco, gli assessori ed i consiglieri comunali, una serata in cui si possa parlare dei problemi di chi usa la bici tutti i giorni a Pavia e delle loro possibili soluzioni”, questo era il nostro obiettivo, creare un’occasione pubblica di confronto, coinvolgendo il maggior numero possibile di cittadini. Da lì son nate tabelle di lavoro, mailing list, telefonate, chiacchierate, tutto per organizzare una seconda pedalata (perché, ovvio, ci piace andare in bici) che facesse da traino per la nostra serata di presentazione e di discussione.
Questa la genesi, solo abbozzata, dell’incontro “Anche a Pavia vogliamo salvare i ciclisti” che si è svolto mercoledì 17 ottobre nella Sala San Martino di Tours di Corso Garibaldi 69. La sera era tipicamente autunnale, con quella pioggerella fine e quel primo freddo pungente, una di quelle sere fatte apposta per rimanere a casa sul divano davanti ad un bel film; nonostante questo, tanti amici hanno iniziato ad occupare le sedie della sala e, mentre noi eravamo alle prese con il proiettore e con la sistemazione della scaletta degli interventi, hanno pian piano riempito quasi tutti i posti disponibili.

L’invito a partecipare è stato spedito a diversi amministratori locali; questo è il resoconto delle presenze e delle assenze:
– il Sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo aveva risposto dicendo che non avrebbe potuto partecipare, delegando l’Assessore Bobbio Pallavicini; non era presente
– l’Assessore alla Mobilità di Pavia Antonio Bobbio Pallavicini si era detto disponibile ad intervenire; il giorno stesso dell’incontro ci ha avvisato che, per contemporanei impegni, sarebbe arrivato con ritardo, alle ore 22; si è presentato verso le 23;
– l’Assessore ai Lavori pubblici di Pavia Luigi Greco aveva risposto scrivendo che non avrebbe potuto partecipare per motivi lavorativi, dimostrandosi comunque disponibile a futuri colloqui; non era presente;
– l’Assessore alle Pari opportunità di Pavia Cristina Niutta aveva dato la sua disponibilità a partecipare, ma non l’abbiamo vista;
– l’Assessore all’Ecologia di Pavia Rodolfo Faldini ed il Presidente del Consiglio Comunale Raffaele Sgotto non ci hanno risposto e non si sono presentati;
– l’Assessore al Turismo ed allo Sviluppo Economico della Provincia Emanuela Marchiafava si era detta disponibile a partecipare e ad intervenire; era presente;
– l’Assessore alla Mobilità della Provincia Michele Bozzano aveva scritto che avrebbe fatto il possibile per partecipare; lo abbiamo visto seduto tra il pubblico;
– l’Assessore ai Lavori pubblici della Provincia Maurizio Visponetti non ci aveva risposto e non si è presentato;
– il Comandante della Polizia Locale di Pavia Gianluca Giurato non ci aveva risposto e non si è presentato.

Abbiamo iniziato verso le 21.15, con una breve presentazione del movimento #Salvaiciclisti: abbiamo parlato della campagna del Times “Cities fit for cycling”, nata in segno di solidarietà per la collega Mary Bowers finita in coma dopo essere stata investita da un camion; abbiamo descritto di come si sia passati da #cyclesafe a #salvaiciclisti, abbiamo parlato della manifestazione a Roma del 28 aprile, e di tutte le varie iniziative intraprese e sostenute da #Salvaiciclisti da febbraio 2012 ad oggi; il primo intervento si è concluso con il racconto della nascita del movimento a Pavia, di come sia stato possibile far muovere in bici quasi 500 persone in giugno e 300 persone sabato scorso (non 150, come sta scritto sulla Provincia Pavese…) nei due Bike Pride che abbiamo organizzato per rivendicare il diritto di muoversi in bicicletta in sicurezza tutti i giorni (puoi scaricare qui il materiale che abbiamo proiettato).

E’ poi seguito l’intervento di Emanuela Marchiafava (Assessore della Provincia di Pavia con deleghe alle Politiche per lo sviluppo economico, Formazione professionale, Turismo), che si è soffermata sugli impegni che a livello provinciale si stanno prendendo per favorire la mobilità in bicicletta; ci ha parlato di diversi progetti, tra cui TiPo, un progetto di intermodalità bici-barca voluto dalla Provincia di Pavia per promuovere la fruizione delle aree rivierasche di Po e Ticino e, soprattutto, VENTO, la ciclovia che vuole connettere Venezia con Torino attraversando il fiume Po.

Ha poi preso la parola Andrea Zatti (Responsabile del progetto Pavia Mobility Manager, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Università di Pavia), uno secondo cui “la bicicletta non è roba da usar solo la domenica, io in bicicletta ci vado tutti i giorni e ci porto i figli a scuola”; ha parlato di mobilità sostenibile, della necessità di modificare le abitudini in fatto di spostamenti, di come l’alto livello raggiunto di sviluppo economico e tecnologico potrebbe fornirci in modo semplice le soluzioni ai problemi di mobilità, se non ci fosse un’assurda ottusità nei confronti delle politiche a favore dell’ambiente e della salute, di come non esistano scelte indolori, ma che a volte queste vadano prese per il bene comune (“se si vuol permettere a chi abita a San Lanfranco di arrivare in centro con la bici bisogna togliere i parcheggi in via Manzoni, non ci sono altre soluzioni”); di come il cortile teresiano dell’Università di Pavia, su cui affaccia il suo studio, sia adibito a parcheggio di automobili.

Verso le 22 è iniziato l’intervento di Mattia Sillo (Esperto Ricostruttore delle dinamiche di incidenti stradali, CIRSS Centro Interdipartimentale di Ricerche sulla Sicurezza Stradale, Università di Pavia), che ha esordito dicendo “il mio obiettivo di questa sera è quello di salvare la vita ad almeno uno di voi”. Mattia Sillo si occupa di ricostruire gli incidenti stradali mortali, facendo studi e misurazioni sulla scena dell’incidente e servendosi di tecnologie avanzate; ci ha spiegato quelle che, secondo la sua esperienza, sono le situazioni più frequenti che coinvolgono i ciclisti in incidenti mortali: autoarticolati in manovra lenta (dalla cabina di guida non si ha una visuale completa, spesso pedoni e ciclisti vengono investiti e schiacciati perché dalla cabina di guida proprio non si vedono), svolta a sinistra (il ciclista si sposta da destra a sinistra, verso il centro della strada, per poi svoltare e viene investito dal mezzo che sopraggiunge da dietro ad alta velocità, spesso in fase di sorpasso), guida notturna sulle strade extraurbane non illuminate (abbiamo scoperto che la profondità degli anabbaglianti permette di vedere un ostacolo e di fermarsi solo se non si superano i 60 km/h, oltre i quali è impossibile fermarsi in tempo ed evitare l’impatto). L’intervento di Mattia Sillo, ricco di fatti realmente accaduti e di video esplicativi, è stato impreziosito da diversi utili consigli, piccole dritte che possono fare la differenza tra la vita e la morte in certi frangenti.

Alle 22.40, con un po’ di ritardo rispetto al nostro programma, abbiamo ripreso la parola noi, con l’intervento “Pavia vista da una bicicletta”, con l’obiettivo di presentare le criticità riscontrate a Pavia usando la bici e di formulare delle proposte concrete, preparando il terreno al successivo dibattito. Nel nostro intervento abbiamo provato a concentrare il frutto di tre mesi di segnalazioni e chiacchierate, ben sapendo che non avremmo potuto parlare di tutto e con il necessario tempo; ma la cosa importante per noi era iniziare ad abbozzare un discorso, nella speranza che questo sarebbe poi potuto continuare in tempi successivi. Facendo vedere molte fotografie e molte mappe, abbiamo evidenziato i tratti stradali più pericolosi di Pavia, le piste ciclabili esistenti senza manutenzione, piene di ostacoli, mal collegate e che finiscono nel nulla, la mancanza di tratti ciclabili extraurbani che permettano spostamenti sicuri da/verso Pavia, l’inciviltà dei tanti che parcheggiano sui marciapiedi e sulle piste ciclabili; abbiamo poi parlato dei furti delle biciclette, della scarsa attenzione posta dagli amministratori locali nei confronti di chi si muove in bicicletta, del servizio di bike sharing (puoi scaricare qui il materiale che abbiamo proiettato). Abbiamo portato sul tavolo proposte e soluzioni (creazione di corsie ciclabili a basso costo nelle strade più pericolose, limite di 30 km/h, traffic calming, nuove rastrelliere, creazione di parcheggi custoditi, ciclostazioni e ciclofficine), secondo noi (ma siamo di parte…) con autorevolezza e senso della realtà.

Alle 23.15 circa è iniziato il dibattito, con domande dei presenti sulla sicurezza stradale (le cabine degli autobus hanno gli stessi problemi di visibilità di quelle degli autoarticolati? come aumentare la propria sicurezza muovendosi in bici quando è buio?), sugli investimenti (ha senso spendere soldi in un progetto di ampio respiro quale è VENTO, non sarebbe meglio investirli nelle ciclabili cittadine?), sul senso civico italiano (a proposito di VENTO, saremo capaci di non trasformare gli oltre 600 km di pista in una discarica o in un parcheggio per auto?), sulla situazione pavese (quanto è costato e a chi serve il servizio bike sharing? perché le piste ciclabili non vengono collegate tra loro? perché nessuno dà multe a chi lascia la propria auto sulle piste ciclabili? ha senso autorizzare il parcheggio delle auto sui marciapiedi quando questo impedisce il passaggio ai pedoni, soprattutto agli anziani, ai disabili, alle mamme col passeggino?). Le risposte sono arrivate dai relatori che hanno partecipato al nostro incontro.

A molte di queste domande ha risposto l’Assessore alla Mobilità di Pavia, Antonio Bobbio Pallavicini, che ci ha raggiunto intorno alle ore 23. L’Assessore si è scusato per il ritardo, ha ringraziato #Salvaiciclisti per l’invito e si è detto disposto al dialogo, aprendosi alla massima collaborazione; ha detto di voler mettere in calendario una serie di incontri per ragionare sulle varie criticità. Ha iniziato parlando della mancanza a Pavia di una vera rete ciclabile, dicendo che nella nostra città esistono tante ciclabili mal collegate, frutto di interventi vari che si sono succeduti negli anni; ha evidenziato anch’egli la necessità che queste vadano ripensate in base ai tragitti effettivamente utili, collegando i tratti esistenti e creandone di nuovi. L’Assessore ha rimarcato la difficoltà dell’Amministrazione Comunale nel reperire fondi da destinare a queste opere, considerando un successo il fatto che nel bilancio sia stato inserito un capitolo specifico relativo alle biciclette, nel quale ora sono presenti 50.000 euro che verranno usati per fare un po’ di manutenzione alle ciclabili. Sempre riguardo ai problemi economici, ha anche aggiunto che i proventi dei parcheggi privati per le auto sono investiti nel trasporto pubblico, a testimonianza dell’attenzione rivolta alle forme di mobilità sostenibile. Parlando del fatto che i vigili urbani siano spesso assenti dalle strade e che intervengano poco nel sanzionare i comportamenti incivili di molti automobilisti, Bobbio Pallavicini ha detto che la situazione non è buona per mancanza di personale e che, in ottica futura, le cose non potranno migliorare; ha detto che “con pochi agenti risulta complesso risolvere le criticità”. Ha poi aggiunto che sono stati investiti dei fondi per migliorare la segnaletica in alcuni tratti stradali e che riguardo alle nuove rastrelliere qualcosa è già nell’agenda. Si è detto disponibile a individuare zone di intervento per risolvere il problema relativo ai parcheggi delle auto sui marciapiedi, tenendo conto delle varie esigenze. L’Assessore si è poi soffermato parlando del bike sharing, un servizio che secondo lui oggi a Pavia “sta andando malissimo”; ha detto che, come in altre città, il servizio in fase di avvio sta zoppicando parecchio, ma che bisogna continuare a crederci perché le potenzialità sono molte. Tra i problemi da risolvere, ha detto che c’è sicuramente la questione della tessera per l’utilizzo, che oggi viene rilasciata dal Servizio Mobilità in fasce orarie limitate. Parlando dei costi del bike sharing, Bobbio Pallavicini ha detto che ci farà avere i dati precisi relativi alle spese di installazione e gestione; ha poi sottolineato che i finanziamenti usati per il servizio sono stati intercettati su bandi specifici, finalizzati a quel servizio; ha evidenziato che o si usavano quei fondi per il Bike Sharing o non si usavano, non essendoci possibilità di investirli in altro. L’intervento dell’Assessore si è poi concluso parlando del servizio di Car Sharing, altro mezzo per diminuire l’uso della propria auto a Pavia e per diminuire l’inquinamento.
Non tutte le risposte dell’Assessore ci hanno convinto, ma non abbiamo ritenuto di esporre subito i nostri dubbi; avevamo ormai superato le 24.00 e non era certamente possibile intavolare subito una discussione a 360° su tutti i problemi che abbiamo messo sul tavolo. Antonio Bobbio Pallavicini si è mostrato aperto al confronto, riconoscendo alcune criticità e mostrandosi disponibile a discuterne insieme le soluzioni; questo atteggiamento ci è piaciuto molto e rientra sicuramente tra i tanti lati positivi della serata. Abbiamo apprezzato molto la volontà di dialogare dell’Assessore che, presente anche in quanto delegato del Sindaco, consideriamo una volontà piena anche del Primo Cittadino; attendiamo a dire che il Sindaco di Pavia salva i ciclisti, ma pensiamo si sia sulla buona strada. Alle parole, ovvio, devono seguire azioni concrete.

La serata si è conclusa dopo la mezzanotte, quando abbiamo ringraziato i presenti per la partecipazione, invitando tutti ad essere parte attiva del movimento #Salvaiciclisti; abbiamo rimarcato che chiunque, privato, ente o associazione, si metta in moto (in bici…) per migliorare la sicurezza dei ciclisti fa parte di #salvaiciclisti, che non c’è bisogno di autorizzazioni per usare il logo o di esami per poter accedere; per far parte di #salvaiciclisti basta alzarsi le maniche e lavorare. Abbiamo salutato tutti con la promessa che siamo solo all’inizio, che molte sono le cose da fare, che molte sono le idee che vorremmo realizzare (corso di prevenzione degli incidenti, attività di educazione stradale con i bambini ed i ragazzi, organizzazione della Settimana Europea della Mobilità 2013, …).
Avremo tempo e modo di ragionare su quel che ha funzionato di più e su quel che ha funzionato meno, certo, ma siamo sicuramente soddisfatti dei due eventi che abbiamo organizzato in questo mese di ottobre. Ed ora avanti, pedalando ovviamente.

Ah, piccola parentesi: chi questa mattina ha comprato La Provincia Pavese non ha trovato nulla sulla nostra serata. Eravamo in una sessantina a parlare di mobilità sostenibile, di sicurezza stradale e prevenzione degli incidenti, di promozione dell’uso della bicicletta nel territorio, con relatori importanti e rappresentanti delle istituzioni locali; ci è dispiaciuto non aver letto nemmeno un trafiletto di dieci righe. Dispiace soprattutto perchè La Provincia Pavese è una testata locale importante che in passato si è sempre mostrata attenta al movimento #salvaiciclisti. Speriamo di poter leggere qualcosa nei prossimi giorni, perchè ci piacerebbe poter dire, senza riserve, che anche La Provincia Pavese salva i ciclisti.

Sono disponibili qui tutti i video della serata.

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4 commenti

  1. Cristina

    Ero presente all’incontro descritto sopra: davvero interessante soprattutto negli interventi di Zatti e Sillo utili a far crescere la consapevolezza nei ciclisti di tutti i giorni il ruolo che hanno sul traffico, sulla citta’, sulla vita, propria ed altrui.
    Avrei una proposta in aggiunta alle fotosegnalazioni del sito SIC: inviare messaggi, foto, video brevi a La Provincia Pavese, al Comune, Provincia…..per segnalare le brutture rischiose che incontriamo ogni giorno pedalando. Segnalare alla Polizia locale gli agenti che ti dicono: beh, passi di la’ se trova la ciclabile con l’auto parcheggiata! che sarà’ mai! con la bici passa dappertutto!
    Sarebbe un modo per segnalare la ns presenza e la ns voglia di muoverci meglio con cio’ che in fondo a Pavia e’ una tradizione: la bicicletta!
    Grazie
    Cristina

    • amedeo

      Assolutamente d’accordo.
      Ognuno, ogni cittadino, deve fare la sua parte; se, ad esempio, la Polizia Locale e il Comune ricevono una segnalazione alla settimana fanno spallucce, se ne ricevono tre pure; se invece queste diventano centinaia, forse inizieranno a muoversi.

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