#salvaiciclisti pavia

Pavia a misura di bicicletta
share the road

Quando si lamentano i pedoni…

Mi sono imbattuto per caso in questo video, nel quale si mette in evidenza che l’allea (“allea, [al-lè-a], s.f., pl. -lèe, via alberata“; ho imparato il significato di una parola nuova…) di Viale Matteotti a Pavia è percorsa da molte biciclette; nella descrizione del video si legge:

Nell’allea di viale Matteotti Pavia ci sono graziosi chioschi, giochi per bambini e informativa sugli alberi secolari, nonchè panchine per godersi il fresco degli alberi, tutto questo non fa pensare ad un viale adatto per passeggiare a piedi? Quindi cosa ci fanno tutte queste biciclette pericolose soprattutto per i bambini?

Viale Matteotti è molto trafficato, senza piste/corsie ciclabili, davvero pericoloso per le biciclette; probabilmente molti ciclisti urbani si servono dell’allea perchè è un percorso meno rischioso.
Finchè non si renderà più sicuro Viale Matteotti per le biciclette sarà difficile impedire che queste si riversino nell’allea; importante è che i ciclisti non la rendano poi pericolosa per i pedoni andando veloci o assumendo altri comportamenti scorretti.
Già, perchè se le bici invadono gli spazi con la stessa arroganza che noi attribuiamo alle auto, beh, allora qualcosa non torna. Non dobbiamo dimenticare mai (e questo video ci dà un ottimo motivo per ricordarlo) che la nostra è soprattutto una battaglia di civiltà; la strada è spazio di tutti, che tutti (automobili – meno, moto, biciclette – sempre di più, pedoni) devono imparare a condividere. Biciclette e bambini possono convivere serenamente.  Share the road!

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2 commenti

  1. Carola

    Faccio quella strada tutti i giorni e ammetto di invadere il viale alberato proprio perchè viale Matteotti è pericoloso! E’ anche difficile attraversare sulle strisce: nonostante io scenda dalla bici una macchina su tre si ferma per far passare i pedoni e le altre tirano dritto a gran velocità! Mi sono imbattuta più volte in pedoni arrabbiati pur andando molto piano e tenendo le distanze dovute. I pedoni dovrebbero indignarsi delle altre cose che si vedono su quel viale non di un ciclista che cerca di non farsi “stirare”. Mi riferisco alla gente che è li a bere dalle 8 di mattina e a metà pomeriggio è stravaccata ubrica sulle panchine e a tutti coloro che portano li i cani e non raccolgono gli escrementi!

  2. I perbenisti di questa città ipocritamente si meravigliano che l’allea sia giustamente percorsa anche dalle biciclette, del resto su buona parte di quelle biciclette vi siedono, su segiolini trasportati dai genitori e sui sellini delle loro piccole bici, bambini di ogni età che altrimenti sopporterebbero rischi ben maggiori, (maggiori pefino a quelli cui essi stessi e i loro genitori sottopongono i bimbi degli altri pedalando sull’allea!), percorrendo il tratto di strada che la legge ha previsto per loro. In Svizzera (lo dico per esperienza diretta, ma l’ho visto accadere anche in Italia, ad onor del vero, col sapore dell’eccezione, e proprio a Pavia, udite udite), le automobili si fermano ugualmente a lasciar passare i pedoni che abbiano il rosso pedonale, e questo avviene senza strepito e fracasso. Insomma il buonsenso e il senso di legalità affiorante si prendono e anticipano ciò che la legge non ha ancora statuito. Qui invece si preferisce probabilmente attendere che la legge stabilisca il diritto a circolare in bicicletta o triciclo sulle allee e sui marciapiedi di città per poter tollerare un tale sopruso. Già la legge. Il codice della strada (Decreto legislativo 30 aprile 1992 n°285) è la legge che stabilisce i comportamenti delle persone e dei conducenti di veicoli sulle strade italiane; all’articolo 158, comma 1, punto h, stabilisce che la fermata e la sosta sono vietate, tra l’altro, “SUI MARCIAPIEDI, SALVO DIVERSA SEGNALAZIONE”. Ora il marciapiedi secondo il significato proprio della parola è “Parte della sede stradale riservata al transito dei pedoni…” (Devoto, Oli, il dizionario della lingua italiana) e può anche essere sopraelevato. La legge però stabilisce che vi possano sostare e fermare anche i veicoli (tir, camion, automobili, trattori, biciclette e tricicli), basta segnalarlo con la segnaletica orizzontale e verticale prescritte, un vero e proprio sopruso insomma. Molte amministrazioni, tra le quali si sono distinte, da sempre, le nostre, non hanno voluto lasciarsi scappare tali opportunità e difatti sui marciapiedi della nostra città, su metà di quelli più stretti, vi soggiornano le automobili, con la scusa che non c’è altro posto in cui andare a parcheggiare. In moltri altri luoghi della Nazione è stata rilevata l’incongruenza, il controsenso e, perchè no, anche il pericolo rappresentato da un veicolo che manovra per parcheggiare sul marciapiede in concomitanza col passaggio dei pedoni, anche piccoli, e quindi si è deciso di vietarne il parcheggio sui marciapiedi e magari utilizzare lo spazio venutosi così a creare per la formazione di nuove piste ciclabili, allargando, al contempo, lo spazio per i pedoni. Ma questo i perbenisti e gli ipocriti non lo rilevano e non lo vanno di sicuro a filmare.

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