#salvaiciclisti pavia

Pavia a misura di bicicletta
limite di velocità 30 km/h

30 km/h sì; ma non solo…

L’altra sera sono uscito in auto e, volutamente, ho cercato di non superare i 30 Km/h, nonostante la strada libera; vi assicuro che la sensazione che si prova guidando a così bassa velocità è curiosa, perché la velocità è veramente bassa. Credo di non aver mai guidato andando così lentamente, se non perché imbottigliato nel traffico. A quella velocità si fa fatica a perder di vista quello che ti succede intorno: ciclista che vuol svoltare, signora che vuol attraversare, auto che non ti dà la precedenza; vai a velocità tanto bassa da poter vedere e prevedere. Fatevi un giro in auto a quella velocità quando la strada è libera, non potrete non rendervi conto del fatto che, abbassando la velocità, aumenterà la vostra percezione della strada e di quanto lì succede. Per cui, non ci sono dubbi: abbassare il limite di velocità aumenta la sicurezza in strada. La sicurezza di tutti, sia chiaro: del ciclista, del pedone, dell’automobilista.
Io non credo, però, che un provvedimento di questo tipo, da solo, possa concretamente dare una mano a rendere più sicure (per tutti) le strade:

  • perché oggi esiste un limite di 50 km/h nei centri urbani che si rispetta solo quando il traffico impedisce di andar più veloci o quando è nei paraggi una pattuglia di vigili;
  • perché continuo a vedere automobilisti (ma anche ciclisti, va detto) distratti da una telefonata o dall’invio di un sms;
  • perché si apre sempre lo sportello dell’auto senza guardare chi sta arrivando da dietro;
  • perché ogni volta che attraverso sulle strisce pedonali mi ritrovo a mandare a quel paese un tizio in macchina che non si è fermato;
  • perché le multe dei vigili sono diventate una voce positiva dei bilanci comunali e non sono più un metodo per disincentivare i comportamenti scorretti e pericolosi tenuti in strada;
  • perchè gli automobilisti usano le frecce soltanto a Natale;
  • perché nella mia città esistono già zone a 30 km/h, ne esistono persino a 20 km/h, ma quel limite lo rispettano solo i pedoni, forse;
  • perché spesso quando una macchina si ferma davanti alle strisce pedonali, un’altra macchina parte da dietro e la sorpassa a tutta velocità;
  • perché in questo Paese si pensa di poter risolvere il problema delle “stragi del sabato sera” anticipando l’orario di chiusura dei locali;
  • perché quando vedo un furgoncino bianco (che da queste parti è sinonimo di corriere che deve consegnare qualcosa in fretta) ho sempre paura delle manovracce che farà per superarmi in qualche modo.

Mi fermo qui con l’elenco, ma ce ne sarebbero ancora.
Non fraintendetemi, non sto dicendo che il limite di 30 km/h non sia un provvedimento valido; in questi giorni ho cercato di documentarmi e sì, molti studi e l’esperienza di molte città all’estero  mettono in evidenza la bontà della proposta. Il mio timore è che molte città potrebbero adottare il limite di 30 km/h, un provvedimento pressoché gratuito e di semplice fattibilità, e fermarsi lì, pensando che “quel che andava fatto, è stato fatto”.  E invece no. La zona a 30 km/h, in un Paese come il nostro, da sola, serve a poco. Molti, in questi giorni, stanno tessendo le lodi della campagna #30elode; alcuni, secondo me, con eccessivo entusiasmo, come se questa fosse la panacea per tutti i mali delle nostre strade; dobbiamo invece impegnarci per far capire che il limite di velocità a 30 km/h è uno dei provvedimenti da adottare, un punto di partenza, ma non certo il punto di arrivo. Personalmente credo che serva a poco abbassare i limiti di velocità se non si hanno gli strumenti per farli rispettare, se non si stimolano le scuole e le famiglie ad insegnare l’educazione civica ai più piccoli, se non si fa nulla per potenziare i mezzi pubblici e per far lasciare l’auto a casa il più possibile.

Certo, abbassare il limite a 30 km/h in tutte le zone residenziali d’Italia sarebbe un segnale forte; certo, l’oceano è fatto di tante gocce; certo, i provvedimenti da chiedere sono tanti, per cui da qualcuno bisogna pur iniziare; certo, questa proposta è figlia della filosofia che vede la strada come un luogo in cui tutti gli utenti devono convivere e condividere gli spazi, per cui non si può lasciare in secondo piano; condivido tutto, ma non che il provvedimento, da solo, possa avere i risultati che molti stanno sbandierando in questi giorni. Una cosa è posizionare dei segnali con limite a 30 km/h, un’altra è attuare una politica di traffic calming. E questa è la politica che mi piacerebbe si iniziasse ad intravedere a Pavia, insieme a tutta una serie di iniziative che avessero davvero il cittadino al centro dell’interesse.

Concludo il mio pensiero dicendo sì all’abbassamento del limite di velocità a 30 km/h ed invitando tutti a sottoscrivere la petizione di Salvaiciclisti; spero che il provvedimento venga preso in considerazione da molte città, ma non da solo, bensì insieme ad altre misure che possano costituire un intervento davvero concreto per salvare i ciclisti.

Amedeo

PS: questo articolo esprime un’opinione strettamente personale e non riflette necessariamente quella del gruppo Salvaiciclisti Pavia.

Che ne pensi di questa petizione? Credi che il limite di velocità a 30 km/h nelle aree residenziali possa servire a migliorare la situazione a Pavia? Facci avere la tua opinione lasciando un commento qui sotto o partecipando alla discussione presente sul nostro gruppo FB

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2 commenti

  1. pietro simonini

    Concordo: la limitazione a 30 km/h in area residenziale é uno strumento inefficace se non supportato da adeguati deterrenti (telecamere, dissuasori etc.), probabilmente da noi é politicamente più “vendibile” di ZTL e zone pedonali.
    Tuttavia, come chiarito da un recente parere del Ministero dei Trasporti, il limite a 30 km/h in zona urbana é un requisito fondamentale per l’introduzione da parte dei Comuni del c.d. “doppio senso limitato”, cioé l’istituzione di strade a senso unico percorribili dalle bici in entrambe le direzioni su corsia dedicata.
    Questo mi sembra un obiettivo interessante per chiunque si sposti in bici.

    • amedeo

      Si deve lavorare in più direzioni, ma l’obiettivo deve essere uno solo: moderare la velocità delle auto per permettere a tutti di usare le strade senza rischiare la pelle…

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